Il solare è il futuro

06 feb, 12 Il solare è il futuro

Il 92% degli italiani ne è convinto. Intanto ricerche scientifiche migliorano le prestazioni del fotovoltaico

Più di un italiano su dieci ritiene che l’energia solare sia la fonte energetica del futuro. Il dato è emerso dal sesto rapporto “Gli Italiani e il solare” realizzato dall’Istituto di ricerca IPR Marketing che monitora ormai ogni sei mesi gli umori e le opinioni dei nostri concittadini sull’argomento.

Il risultato, a dire il vero, non sorprende: a partire dal settembre 2009, data del primo rapporto, il trend di crescita di ‘favori’ verso il solare è stato sempre positivo, passando esponenzialmente da un 53% iniziale all’80% di persone ‘pro’ nell’ultima indagine prima di questa.

Un elemento particolarmente importante risulta dal confronto fra le percentuali dell’ultimo anno, ovvero prima e dopo la tragedia di Fukushima e il referendum di giugno sul nucleare, con il quale gli italiani hanno definitivamente posto la pietra tombale sui folli disegni di ritorno all’atomo del governo Berlusconi.

Ricordate quale era la scusa più inflazionata all’epoca da parte dei ‘nuclearisti’ per scagliarsi contro il quesito prima, e il risultato poi? Gli italiani – si diceva – non possono esprimersi adesso per referendum perché vittime di ‘reazioni emotive’ indotte dal terremoto in Giappone.

Ebbene, la percentuale di persone che, nel sesto rapporto IPR, vede nel fotovoltaico il futuro ricalca la stessa del rapporto precedente del 2011, prima della tragedia del maremoto e della contaminazione nucleare.

La propensione degli italiani verso un tipo di energia ‘alternativa’ e pulita, come il solare, insomma, è frutto di convinzioni radicate e non momentanee.

Il dato poco positivo che emerge dal rapporto è, piuttosto, la differenza fra la percentuale di favorevoli al solare e quella di ‘informati al riguardo’.

Solo il 44% dichiara di essere ‘abbastanza informato’ sull’argomento: fra questi il 54% è rappresentato da giovani e il 49% dagli over 54 anni. Solo il 17% sa, ad esempio, che la durata di un pannello solare va dai 20 ai 30 anni e addirittura il 70% ha dichiarato di non sapere che un pannello di qualità può avere una durata di 25-30 anni producendo più o meno la stessa energia, a differenza di uno scadente che nel tempo, inevitabilmente, riduce e di molto la propria attività.  

Il problema maggiore, quindi, resta la carenza di informazioni sulla tecnologia fotovoltaica, sia con riguardo agli utenti (i cittadini) che ai costruttori e agli investitori. Senza investimenti pubblici alla ricerca e allo sviluppo, infatti, sarà dura sviluppare questo tipo di energia che, nonostante l’enorme potenziale, riesce attualmente a trasformare in elettricità solo una media del 20% del calore catturato dal sole.

Così la Cina, che negli ultimi anni è stato il più grande promoter delle energie rinnovabili e alternative, negli ultimi giorni ha dichiarato di voler allentare gli incentivi alla costruzione di tetti fotovoltaici o impianti ‘off grid’ (per auto-consumo), dal momento che proprio la grande politica pubblica lanciata lo scorso anno – la ‘Golden Sun Program – per favorirli è riuscita ad abbattere i costi dei pannelli di circa il 47%.

Per la serie: adesso il settore può camminare con le sue gambe, fermi restando gli incentivi per le più innovative reti ‘smart’ e ‘grid’ che permetterebbero un migliore funzionamento della conversione calore/elettricità.

I miglioramenti della tecnologia solare, infatti, sono ancora in fase sperimentale: un esempio è il metodo concepito da Peter Bermel e colleghi del Massachusetts Institute of Technology.

Questa tecnica, che utilizza delle vere e proprie ‘trappole’ (senza l’uso dei costosissimi specchi) per concentrare più calore nei pannelli fotovoltaici, permetterebbe di arrivare a un 37% di calore solare trasformato in elettricità contro un massimo del 28% delle celle solari standard a base di silicio senza l’uso degli specchi parabolici e del 31% delle celle con specchi.

Un bel miglioramento, che dimostra come valga sempre la pena investire nella ricerca di questa tecnologia per il nostro futuro.

da www.verdi.it

 

Lascia un commento