I Verdi in piazza con la CGIL

01 set, 11 I Verdi in piazza con la CGIL

Contro una manovra da disastro sociale

I Verdi saranno in piazza, martedì 6 settembre, a fianco della Confederazione generale italiana del Lavoro e di tutti i lavoratori e i cittadini mobilitati per difendere i propri diritti e il proprio futuro dalla bancarotta economica a cui ci sta portando il governo Berlusconi. Lo sciopero generale vuole protestare «contro una manovra ingiusta, iniqua, anti-ambientale e che rischia di provocare il disastro sociale».

Lo annuncia il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che oggi ha inviato una lettera di adesione al Segretario generale della CGIL Susanna Camusso.

Il governo Berlusconi non solo ha messo a rischio la tenuta dei conti pubblici italiani ma ha deciso di scaricare il costo della crisi sulle fasce più deboli della popolazione e sui lavoratori, che oltre ad essere gravati da nuove tasse rischiano di perdere servizi e garanzie sociali ormai acquisite.
«I fondi per gli interventi contro il dissesto idrogeologico, questione fondamentale per un paese in cui ancora si muore a causa delle frane, sono stati azzerati – scrive il leader ecologista -. La green-economy, considerata in tanti paesi dell’Europa e del mondo un’opportunità fondamentale per uscire dalla crisi, è vista dal centrodestra un nemico da abbattere.
Il precariato – conclude il leader ecologista – continua ad essere una piaga ed un’ipoteca insostenibile per milioni di italiani».

Da mesi i Verdi continuano a ripetere – inascoltati – che una strada diversa per affrontare questa crisi esiste: bisogna però avere il coraggio di sceglierla.

Come abbiamo dimostrato attraverso un programma dettagliato di spese, si può arrivare ad un risparmio di oltre 43 miliardi di euro tagliando le spese per gli armamenti: quanto basta per mettere in sicurezza i conti senza portare i lavoratori, le famiglie e i giovani alla povertà .

La nostra contro-manovra propone di tagliare subito le spese per armamenti, come ha fatto ormai da un anno la Germania di Angela Merkel, di ridurre gli sprechi attraverso il taglio dei costi della politica e dei vitalizi e di rinunciare ad opere inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto di Messina, invece di scaricare i costi della crisi sulle fasce più deboli, sulla spesa sanitaria, ambientale e su quella sociale.

Il ‘Sole che ride’ ” parteciperà a tutte le iniziative dei sindacati contro una manovra che mette a rischio l’avvenire del Paese, attaccando i diritti dei lavoratori e rubando il futuro ai giovani.

da www.verdi.it

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