Contributi economici alle donne che non abortiscono

20 giu, 11 Contributi economici alle donne che non abortiscono

Alla fine del testo troverete la risposta dell’assessore competente in materia.

Buona lettura.

Bologna, 15 giugno 2011

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti consiglieri venuti a conoscenza:

- dell’approvazione, in data 1 Marzo 2011, del Protocollo d’Intesa tra Comune di Correggio, Servizio Sociale Integrato dell’Unione dei Comuni “Pianura Reggiana”, Ausl di Reggio Emilia Distretto di Correggio, Movimento per la Vita, Caritas, Croce Rossa Sezione di Correggio, per lo sviluppo di un progetto sperimentale a sostegno della maternità;

constatato che:

- così come espressamente indicato nella Deliberazione della Giunta dell’Unione n.10 del 1 marzo 2011 il sostegno economico nella fase pre-natale è completamente a carico del Comune di Correggio, ed infatti la Delibera si esprime nel seguente modo: “le misure economiche citate nel Protocollo sono finanziate con Fondi Provenienti dal Comune di Correggio e allocati nel Bilancio del Servizio Sociale Integrato al quale è demandata la gestione amministrativa del protocollo”;

- il sostegno alla donna nella fase di post-nascita (sostegno che può essere sia di natura economica che sotto forma di distribuzione di generi di prima necessità come latte e pannolini) sarà in particolar modo fornito dalle Associazioni di Volontariato Caritas e Croce Rossa Italiana;

- è previsto invece, nella fase dei colloqui iniziali che dovrebbero condurre la donna a scegliere se confermare l’intenzione di interrompere la gravidanza o portarla a termine avvalendosi anche di un progetto di sostegno, il coinvolgimento dell’Associazione Movimento per la Vita;

- i colloqui iniziali potranno così essere svolti o dagli Assistenti Sociali o dai membri dell’Associazione Movimento per la Vita, procedendo in tal modo verso una sostanziale parificazione dei ruoli di due realtà significativamente differenti;

valutato che:

- il Movimento per la Vita è un’ssociazione di fortissima impronta ideologica che si batte da anni per la rivisitazione sostanziale della legge 194 e delle norme che sanciscono la prioritaria libertà di scelta della donna, per la riforma dei consultori e per l’estensione dell’obiezione di coscienza anche per il personale farmaceutico;

- l’assistente sociale, ai sensi della legge n. 84 del 23.03.1993 (Ordinamento della professione di Assistente Sociale e istituzione dell’Albo professionale) è un professionista che “opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno ed il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazione di bisogno e di disagio e può svolgere attività didattico-formative”.

ricordato che:

- la direttiva regionale 1690/2008 avente per oggetto “Linee di indirizzo per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza nell’ambito dei piani di zona per la salute e il benessere sociale”, conferma la “gestione pubblica dei Consultori familiari”, integra l’equipe consultoriale con la figura dell’assistente sociale e apre alla possibile collaborazione “di idonee formazioni sociali di base e di associazioni di volontariato presenti nel territorio” per quanto concerne la “realizzazione degli interventi sociali e assistenziali” specificando che “la donna dovrà pertanto essere informata di tutte le opportunità di intervento possibili, dall’assistenza sociale del Comune a quella offerta da altri soggetti e, qualora sia stato da lei specificamente richiesto, sarà facilitato ilcollegamento con le organizzazioni dalla stessa esplicitamente indicate”

Interrogano la Giunta regionale e l’Assessore competente al fine di conoscere:

- se non ritengano che tale Protocollo d’Intesa, prevedendo la presenza di associazioni di volontariato nella fase precedente la scelta, contraddica lo spirito e la lettera delle Linee Guida Regionali e avalli una distorta e nociva interpretazione delle stesse;

- se non ritengano che il ruolo assegnato all’interno di questo progetto sperimentale ai rappresentanti del Movimento per la Vita, associazione palesemente schierata contro la legge 194, ecceda dalla tipologia di collaborazioni che una struttura pubblica come il Consultorio dovrebbe attivare per garantire la corretta applicazione della legge e sostenere pienamente e con ogni mezzo disponibile il percorso di libera scelta e autodeterminazione consapevole della donna.

Gian Guido Naldi (SEL-VERDI)

Gabriella Meo (SEL-VERDI)

LA RISPOSTA:

Ai Consiglieri regionali Gianguido Naldi , Gabriella Meo

Oggetto: risposta all’interrogazione n°1493

Con riferimento all’interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni acquisite dall’Azienda Usl di Reggio Emilia, si comunica quanto segue:

le strutture aziendali agiscono salvaguardando costantemente sia il rigoroso rispetto del dettato di legge, sia la dovuta osservanza del diritto della donna a disporre degli elementi per poter compiere una scelta informata. In questo senso, il consultorio del distretto di Correggio garantisce che ilpercorso per la certificazione IGV sia eseguito nei tempi previsti – 7 – giorni e che, nel periodo siano svolte tutte le attivitàfunzionali alla piena e consapevole autodeterminazione dell’utente (colloquio, ecografia, esami di laboratorio, metodologia di intervento, individuazione del presidio ospedaliero e percorso di accesso).

L’azienda USL di Reggio Emilia ha inteso porre al centro del sistema la donna alla quale viene assicurato, nei tempi e nei modi sopra illustrati, non solo la piena accessibilità ai servizi, ma anche la possibilità – su esplicita richiesta della medesima – di poter fruiredi consulenze socio psicologiche nonchè di interloquire con le Associazioni di Volontariato attraverso gli operatori pubblici addetti.

L’organizzazione di volontariato ‘Movimento per la vita’, che non è presente presso i locali sanitari, è soggetto a questo sistema relazionale al pari di altri possibili interlocutori. Questa organizzazione depone nel senso di una piena aderenza al rispetto di tutti i diritti alla persona coinvolta lasciando la stessa libertà di determinarsi in piena autonomia e al di fuori di impropri condizionamenti.

L’Azienda USL di Reggio Emilia, per definizione del completo quadro di riferimento, per il percorso successivo alla scelta della donna di avvalersi di un progetto di sostegno per la prosecuzione della gravidanza, rimanda poi al versantesociale in capo al Comune di Correggio.

Da una prima analisi della documentazione fornita a questo assessorato, si è potuto riscontrare che il protocollo di intesa tra comune di Correggio, Servizio Sociale integrato dell’Unione dei Comuni ‘Pianura Reggiana’, Ausl di Reggio Emilia – Distretto di Correggio, movimento per la vita, Caritas, Croce Rossa – Sezione di Correggio prevede di sperimentare e consolidare 2 azioni:

- Sperimentazione di un percorso di presa in carico integrata finalizzata a ridurre il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, se la scelta è motivata da problematiche di tipo socio-economico.

- Sostegno alla genitorialità: Potenziamento delle attività di informazione. orientamento, prevenzione alla donna e alla coppia, per favorire una maternità consapevole.

Le associazioni di volontariato coinvolte nel protocollo sono:

- Associazione di volontariato ‘Movimento per la vita’

- Associazione di volontariato ‘Caritas’

- Associazione di volonatariato ‘CRI’

il colloquio a seguito della richiesta di interruzione volontaria della gravidanza è effettuato da parte degli operatori del consultorio secondo le modalità previste dalla L.194/78. Qualora si rilevi che la richiesta di IVG è motivata anche o soprattutto da motivi economici, la donna viene informata sulle diverse opportunità messe in campo dal Comune di Correggio e dal volontariato. Se la donna dichiara la propria disponibilità ad accedere a un progetto di sostegno, gli operatori del consultorio famigliare attivano il percorso specifico, tramite l’assistenze sociale che è parte integrante dell’equipe consultoriale.

Per accedere alle misure di sostegno alla famiglia erogate dal Comune di Correggio, si prevede la valutazione del ‘bisogno sociale’ da parte dell’assistente sociale, che formula un piano assistenziale concordato co la donna, per lacui realizzazione ci ci potrà avvalere della collaborazione con le associazioni di volontariato.

Come già evidenziato, l’eventuale ricorso a misure di sostegno avviene su esplicito assenso e richiesta della donna/coppia. Nel caso il colloquio informativo sulle misure di sostegno sia tenuto dall’assistente soociale, questo potrà essere svolto anche presso locali del Servizio sanitario.

nel caso la donna o la coppia abbiano espresso la volontà di non rivolgersi direttamente al servizio sociale e chiedano invece l’attivazione del volontariato, questo avviene tramite gli operatori del Consultorio familiare. A seguito di tale segnalazione il colloquio viene programmatoe svolto dagli operatori del volontariato in locali esterni al Servizio sanitario.

Pertanto, per la parte di pertinenza del Sistema Sanitario regionale (SSR) sono rispettate le indicazioni della L.194/78 e della DGR. 1690/08, in quanto le modalità di offerta delle misure di sostegno avvengono su esplicita richiesta della donna debitamente informata durante il colloquio per l’IVG con gli operatori del consultorio familiare. L’accesso al percorso di sostegno della gravidanza è infatti successivo al colloquio rispettando la libera scelta della donna. Gli operatori del consultorio familiare operano per garantire la libertà di scelta ed il diritto alla riservatezza della donna, nel contesto di un protocollo di intesa in cui sono coinvolti, per gli interventi sociali e assistenziali, le risorse sociali presenti e indicate negli accordi di programma con i Comuni.

inoltre in coerenza con il DGR. 1690/08,  è prevista una valutazione del progetto in itinere (a &  e 12 mesi)da parte degli Enti coinvolti.

Più complessivamente sull’intero percorso socio-sanitario, si evidenzia che il protocollo in oggetto non esplicita chiaramente se il servizio sociale è coinvolto nel progetto di sostegno, e quindi nelle funzioni di gestione dei fondi stanziati dal Comune, nella totalità dei casi che si presentano.

Si segnala, inoltre, come il protocollo, pur dichiarando come finalità il sotegno alla maternità, finisca, in realtà, per essere molto ristretto e specifico, in quanto sperimenta l’integrazione delle Associazioni (ed in particolare del MOvimento per la vita) nella rete dei servizi (consultorio familiare e servizio sociale) a sostegno della donna con richiesta di IVG entro il primo trimestre di gravidanza. Infatti, il protocollo, pur citando due azioni, non dà seguito alla seconda indicata, cioè ‘Sostegno alla genitorialità: potenziamento delle attività di informazione, orientamento, prevenzione alla donna e alla coppia, per favorire una maternità consapevole’.

Si evidenzia, infine, che le misure di sostegno previste dal protocollo rivolte alla donna che ha problemi socio-economici e che richiede l?IVG al consultorio familiare entro il terzo mese di gravidanza, dovrebbero essere previste anche per le donne/coppie in fasi di gravidanza più avanzata in situazioni di difficoltà socio-economica. Obbiettivo questo che andrebbe perseguito in quanto fra quelli più generali previsti dalla legge 194/78 di sostegno alla maternità.

Cordiali saluti

Assessore Carlo Lusenti

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