Centrali a biomasse nella Food Valley (PR)
La Consigliera regionale dei Verdi, Gabriella Meo, interviene in merito ai progetti di centrali a biomasse nei Comuni di Palanzano e Corniglio in provicia di Parma:
“Le ipotizzate centrali a biomasse e biogas contro cui si sono mobilitati i cittadini della montagna parmense in queste ultime settimane non nascono da imprenditori locali per rispondere alle esigenze energetiche del territorio, ma, al contrario, rappresentano investimenti speculativi per milioni di euro realizzati da soggetti estranei alla realtà locale che convincono le amministrazioni comunali promettendo contributi di poche migliaia di euro.
Come Verdi siamo stati fra i primi a promuovere la produzione energetica da fonti rinnovabili in Italia, ma in questi anni si è riusciti a screditare perfino questo settore. Basta guardare agli scandali e alle indagini della magistratura che hanno coinvolto imprese e gruppi di potere operanti nell’eolico!
Le esperienze dei paesi del nord Europa ci dicono che l’utilizzo delle biomasse nei territori montani ha un senso, sia ecologico sia economico, soltanto nel caso di piccoli impianti (attorno ai 100 kw di potenza) realizzati per produrre calore.
Del resto la stessa Provincia di Parma, nei suoi Indirizzi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili elaborati in vista dell’approvazione del Programma energetico provinciale, ha dichiarato che “L’assenza di grandi distretti di lavorazione industriale del legno capaci di produrre con continuità ingenti quantitativi di residui legnosi, porta a ritenere poco praticabile (e comunque poco vantaggioso per il territorio montano) la realizzazione di grandi centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica e calore.
In considerazione dei volumi di biomassa richiesti e dei costi di esercizio, tali centrali rischierebbero infatti di dovere essere alimentate con combustibili legnosi a basso prezzo, di provenienza extra-provinciale se non extra-nazionale.”
Allo stato attuale appare quindi più opportuno promuovere lo sfruttamento distribuito delle biomasse legnose attraverso la diffusione di piccoli generatori di calore alimentati a cippato o a pezzi di legna provenienti dalla manutenzione e dalla gestione dei boschi locali. Tali generatori potrebbero essere convenientemente integrati con il solare termico e servire singole utenze domestiche e industriali come pure reti di teleriscaldamento a piccola scala, soprattutto in sostituzione di caldaie a GPL e a gasolio.
Se i Sindaci di Palanzano e di Corniglio sono tanto desiderosi di sviluppare le fonti energetiche rinnovabili, perché non progettano ed installano caldaie a biomasse a servizio dei loro municipi, delle loro scuole, degli impianti sportivi comunali o delle strutture sanitarie pubbliche ? Potrebbero facilmente accedere agli specifici stanziamenti previsti a livello regionale dalla L.R. 26/2004 o anche reperire fondi attraverso un apposito Accordo Quadro ai sensi della Legge Regionale per la Montagna (L.R. 2/2004).”
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